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Quali spazi per i bambini? Come creare ambienti adeguati

Hai presente quando tuo figlio si trova al supermercato e inizia a fare i capricci? O quando entra in casa dei tuoi amici e inizia a guardarsi attorno e noti una certa aria di disagio? In genere inizia a tirare la tua maglia e a ripetere “Mamma andiamo via? Io voglio andare a casa! Abbiamo finito? Ma quanto ci vuole?” Oppure quando lo porti dalla pediatra, dal dentista, da qualunque medico di cui abbia bisogno e noti un atteggiamento di sofferenza nel bambino (bhe neanche tu sei calma lì a far la fila). Allora voglio dirti questo: molto spesso non è perchè tuo figlio è capriccioso che si comporta così! No, più probabilmente è semplicemente che in quello spazio prova una sensazione di malessere. Quindi, oggi voglio parlarti dell’influenza dello spazio sul bambino e sul suo sviluppo.

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Foto di Aaina Sharma su Unsplash

Partiamo dal fatto che, secondo me, ogni spazio nato per accogliere i bambini dovrebbe essere pensato e predisposto in modo da farli sentire accolti.  Pertanto, mi aspetterei che ogni medico che si dichiari “pediatrico” (oculista, dermatologo, ortopedico, dentista ecc…) abbia uno studio nel quale portando mio figlio di 7 anni o la mia bambina di 2 o mia nipote di 14, l’ambiente non risulti freddo e asettico. 

Poi, sarà stato per l’aver lavorato in IKEA ascoltando gli Abba da mattino a sera, vedendo allegre famiglie mangiare al ristorante e festosi bambini giocare allo SMÅLAND , ma il mio grande desiderio  è di avere anche bar, ristoranti e pizzerie che abbiano aree dedicate ai bambini. E allora sì che potremmo goderci una serata in relax, certi che anche i nostri figli si stanno divertendo. Ok! Ho divagato ma ora arrivo al punto.

Guarda l’immagine sopra, torna indietro con la memoria e prova a ricordare quali erano le sensazioni che provavi nell’ascoltare una favola nella quale era descritto un certo ambiente (il castello o la casa della strega per esempio) e nell’immaginare quello spazio. Se riuscirai nell’intento di visualizzare i tuoi ricordi, ti renderai conto che alcuni spazi ti tranquillizzavano, esprimevano calore e coccole, come quella dei sette nanni. Altre, come quella nel bosco in cui abitava la strega, già dalla descrizione mettevano un po’ di angoscia e paura.

Ebbene, prova a indovinare: se tuo figlio o tua figlia dovessero decidere in quale casa abitare, quale sceglierebbero?

Lo spazio influisce su chi lo abita

Ora vorrei portarti per mano nel mondo di tuo figlio (mi esprimo al maschile solo per forma, ma vale anche per le femminucce! E per figli intendo da 0 in su) e parlare di quello di cui molti non parlano. L’influenza dello spazio nella crescita e formazione dell’identità della persona. Si perchè tuo figlio già da piccolo ha delle chiare propensioni verso cosa può piacergli o no. Non sarà in grado di scegliere l’arredamento della stanza, ma è in grado di dirti se ha bisogno di un ambiente tranquillo o se invece gli piacciono spazi colorati e festosi.

Perché parlo di questo?

Io sono un architetto pertanto, come ha ben espresso il professor Franco Lorenzoni in un convegno romano sull’architettura scolastica, “sono quella persona che disegna le linee nelle quali voi abitate”!

Responsabilità immensa direi, perché posso farvi stare bene o male in uno spazio che molti possono considerare solo un volume. Ma, come ben sai, sono anche una mamma e questo ha fatto crescere il mio interesse specifico verso lo spazio in cui i bambini abitano e crescono. Dato che negli spazi chiusi i nostri figli ci passano un bel po’ di tempo ormai (e direi anche purtroppo), hanno un valore che non deve lasciarci indifferenti nè come genitori, nè come progettisti, interior designers.

Cosa pensi quando vedi gli spazi nei quali vive tuo figlio?

Le tue considerazioni dipenderanno certamente dal luogo:

  • Una ludoteca è uno spazio bello, curato e pieno di attenzioni per il bambino. Lo si vede anche nella quantità di gomma avvolta attorno a tutto purchè i bambini non si facciano male!
  • Un parco è pensato per accogliere i piccoli con giochi molto bassi; i bambini con giochi più alti e più stimolanti; i ragazzi con le aree gioco (pallone, pallavolo, ecc..), le rampe o ancora le gradonate dove si raccolgono le comitive lo fanno ancora vero?).
  • Le scuole, un tasto dolente italiano. Se si è fortunati, si ha una bella scuola magari una di quelle in legno con grandi e meravigliose vetrate che danno su un parco verde e alberato. I meno fortunati (e purtroppo una gran percentuale) capiteranno in scuole adattate in edifici pensati per essere tutt’altro. Tra pareti bianche e sporche con illuminazione insufficiente e neon accesi per 8 ore al giorno.

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Importanza dello spazio per il bambino. Come siamo messi in casa nostra?

Partiamo dalle basi per capire come si rapporta il bambino nello spazio della sua casa. Come genitore ti sei già reso conto che sin dai primi mesi, il bambino tenta di  “misurare” lo spazio con il proprio corpo. Cerca di verificare “quanto spazio occupa il suo corpo”, capisce di esistere di per sé e di avere un volume tutto suo appena inizia a staccarsi dalla figura della mamma. 

Nella costruzione dello spazio del bambino, l’ambiente, gli arredi i giochi sono punti di riferimento che lo aiutano a creare una sua identità. Lo aiutano a muoversi nello spazio e a misurarlo, lo aiutano ad avere le coordinate giuste per raggiungere il luogo dove “fare qualcosa”, per esempio: il letto per dormire, l’angolo giochi per giocare, i libri per leggere.

Attraverso quello che noi adulti aggiungiamo negli spazi dedicati ai bambini|ragazzi, diamo dei messaggi. Se questi messaggi li diamo noi genitori scegliendo gli oggetti e gli arredi con i quali nostro figlio si verrà a relazionare nell’ambiente, stiamo contemporaneamente svolgendo un ruolo educativo perché trasmettiamo delle informazioni di cultura, gusti e pensiero. L’ambiente diventa l’insegnante di nostro figlio e contenitore dei suoi ricordi.

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Photo by pan xiaozhen on Unsplash

Percezione dello spazio

Lo spazio percepito da un bambino non è quello percepito da noi adulti affascinati da uno stile (che sia moderno, shabby o altro). No. Il bambino dà valore allo spazio per l’esperienza che ne fà. Dà valore a forme oggetti e superfici che nella nostra mente sono ormai dettagli scontati. Che una superficie sia curva o a spigolo, per lui ha un valore completamente diverso perché insegna delle cose….per esempio, che quando sbatti contro lo spigolo ti sei assicurato un bel livido! Nella crescita del bambino|ragazzo, lo spazio assume più valori:

  • Il possesso “la mia stanzetta” più ne parlo più esiste più è mia e personale.
  • Più contienete i miei oggetti più è ricca di ricordi e significati.
  • Più ci passo del tempo più corrisponde al mio mondo.

Quindi, lo spazio pensato per i nostri figli deve essere in grado di trasmettere un senso di rassicurazione; deve essere uno spazio in cui si riconoscano; uno spazio che permetta di essere esplorato, scoperto e capito.

La cameretta è l’ultimo spazio che i nostri figli vedono la sera e il primo al mattino. E’ luogo di incontro e di accoglienza degli amici. Luogo di svago e di studio. Il neonato si calma quando è nel suo ambiente. Il bambino e il ragazzo si rifugiano nel proprio spazio quando sono arrabbiati e frustrati. E’ tale e tanta la sua importanza che delegarla all’arredatore del negozio sotto casa per fare semplicemente disporre gli arredi nell’ambiente, dovrebbe essere operazione da non sottostimare. Noi genitori insieme a quello sconosciuto arredatore, che nulla sa né di noi né di nostro figlio (e a l quale non importa neanche chiedere) abbiamo la responsabilità di costruire spazi adeguati per i nostri figli. Quindi la cameretta di Andrea non può e non deve essere uguale a quella di Gianluca, nè quella di Alessandra uguale a quella di Martina.

Spazi per bambini in casa. La cameretta

“Quindi cosa vuoi dirmi? Devo chiamare una squadra di pedagogisti per arredare una cameretta? Devo spendere un mucchio di soldi?” NO, affatto! Voglio invece darti dei suggerimenti per aiutarti a realizzare uno spazio adeguato.

  1. Lo spazio cameretta non deve essere “chiuso e rigido” come quello creato con delle composizioni fisse di arredo, ma deve essere trasformabile e “trasformista”. Ben vengano quindi anche i letti a scomparsa se lo spazio è piccolo per lasciar posto all’attività di gioco in camera o per coltivare un hobby.
  2. Ascolta tuo figlio. Come genitore, sai già qual è il suo carattere. Ora devi valutare i suoi bisogni obiettivi e immaginare quelli futuri. Mi spiego, se tuo figlio ha tre anni è inutile avere in camera una scrivania, mentre sarà molto utile una libreria frontale, cesti e soluzioni per raccogliere i giochi. Se di anni ne ha 15, tua figlia avrà bisogno della scrivania ma, probabilmente, le farebbe anche piacere un angolo trucco dedicato solo a lei.
  3. Inventa soluzioni interessanti, miste ed eterogenee che possano risolvere più di una problematica o più di una funzione contemporaneamente. Come nel progetto della cameretta per Marco, la panca è contenitore| angolo creativo|futuro angolo lettura o tv. La cameretta è pensata per cambiare con pochi tocchi seguendo la sua crescita.
  4. In questa logica, lo spazio può essere modificato dagli arredi che devono essere così versatili da poter crescere e modificarsi con il modificarsi delle necessità del bambino|ragazzo o con l’uso che se ne fa. Un tavolino che diventa anche contenitore per poter lasciare più spazio, un letto a scomparsa che da chiuso è una libreria, sono solo alcune delle soluzioni.
  5. Rivaluta l’aspetto estetico! Con questo non intendo il colore della cameretta o del tessile, ma parlo dell’estetica dell’intero contenitore. Certi che dal bello nasca altra bellezza, crea uno spazio bello. Per capire a quali ambienti mi riferisco, ti consiglio di fare un giro sulla mia bacheca Special Bedrooms | Camerette speciali (spero di poter iniziare presto a pubblicare i racconti di questi progetti speciali).
  6. I bambini non sono fatti per stare fermi: il gioco simbolico (la casa), l’angolo della lettura, della psicomotricità, delle attività di costruzione, di manipolazione, di pittura e motorio, gli sono necessari per imparare. Cerca di ricreare questi angoli in casa tua, nella cameretta o in altri ambienti.
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Photo by li tzuni on Unsplash

Un pò di filosofia

Se sei arrivata a leggere sin qui, allora voglio darti qualche informazione in più perchè tu possa fare tua una scelta importante del modo di essere genitore. Molti genitori conoscono il metodo Montessori, il Waldorf o lo Steiner ma in pochi avranno sentito parlare del metodo Malaguzzi e di quello che è poi diventato (ed è ) il Reggio Children Approach, un approccio pedagogico che si fa linea di pensiero e che viene studiato in tutta Europa per la sua originalità e innovazione

Cosa è il Reggio Children Approach

Il Reggio Children Approach nasce dall’esperienza di Loris Malaguzzi, iniziata negli anni 40 e che porta ad un nuovo approccio alla scuola e al fare scuola nella città di Reggio Emilia. La filosofia alla base di questo metodo è talmente importante da essere riconosciuta, premiata e studiata a livello mondiale (per approfondimenti sistetici, puoi leggere la pagina dedicata su Wikipedia

Studiando il pensiero del Prof. Malaguzzi, io ho scelto di portare nel mio lavoro dedicato ai bambini questi principi:

  • “Il bambino è al centro”, ossia impara attraverso un suo modo unico di recepire ed elaborare le informazioni. Impara di più “facendo esperienza” dello spazio, delle cose e degli oggetti.
  • L’ambiente incide in maniera importante sulle capacità stesse del bambino di apprendere. Quindi un luogo confortevole sarà certamente un buon maestro.
  • Il bambino cresce sereno ed è stimolato da un ambiente che può rappresentarlo, comprendere le sue necessità e le sue attitudini.
  • Un ambiente esteticamente bello porterà il bambino|ragazzo ad avere la speranza di poter produrre cose altrettanto belle.
  • Uno spazio molto luminoso e ben arieggiato, percepibile nella sua interezza, con angoli creativi per attività artistiche e manuali gli dà modo di esprimersi al meglio.
  • Uno spazio flessibile e utilizzato anche per funzioni diverse, farà fronte alle sue necessità durante la sua crescita.

Per finire

Fai in modo che la stanza dei tuoi figli non sia un’anonima scatoletta. Desidera e crea per loro un ambiente confortevole nel quale vivere. Ti lascio con qualche frase per riflettere:

 “I bambini costruiscono la propria intelligenza. Gli adulti devono fornire loro le attività ed il contesto e soprattutto devono essere in grado di ascoltare“. Loris Malaguzzi

“La prima prova che noi esistiamo è che occupiamo uno spazio”, Le Corbusier

“La casa è il primo luogo dove si costruisce la propria identità personale”Schulz

Potresti pensare che questo argomento sia fuori dai temi dell’architetto. Io invece credo che sia alla base del mio lavoro e soprattutto dell’idea per cui nasce CoBimbo. Tu cosa pensi degli spazi in cui vive tuo figlio? Hai creato qualcosa di speciale per lui? Sei riuscita ad ascoltarlo? Se vuoi farmelo sapere, lascia un commento qui sotto 😉

 

 

 

 

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